Ristrutturare o demolire ?

  • Data
    05/12/2020
  • Categoria
    Progettazione


A volte ci troviamo a scegliere tra ristrutturare o demolire e ricostruire un edificio.

Al di là della questione costi, che resta una delle ragioni principali, non dobbiamo trascurare la questione inerente la riduzione delle emissioni in atmosfera e della sicurezza antisismica.

Per una questione culturale la casa, per noi Italiani è una questione che va al di là del semplice valore economico. E’ una questione di affezione, l'investimento della vita.

Per anni i nostri genitori e nonni ci hanno insegnato che una casa è per sempre.

Purtroppo nel corso degli ultimi decenni i drammatici eventi dell’Aquila, nell’Emilia e per ultimo ad Amatrice e l’incombente crisi climatica chi hanno insegnato che non è così.

Oggi le costruzioni devono rispettare criteri strutturali, energetici, acustici molto severi rispetto a costruzioni di 15-20 anni fa, rendendo di fatto tutto il parco edilizio esistente obsoleto e sottodimensionato rispetto alle nuove richieste normative.

Di recente mi sono imbattuto in un paio di casi molto simili tra di loro dove, le diverse scelte da parte dei clienti hanno portato a risultati completamente diversi.

Il primo caso riguarda una ristrutturazione già terminata. Una classica casa fine 700 con muri in in pietra, serramenti in legno di piccola dimensione e copertura nel sottotetto in legno.

L’intervento, per far fronte ai vincoli strutturali esistenti, ha previsto un limitato adeguamento strutturale, la sostituzione dei serramenti , isolamento delle strutture, rifacimento dell’impianto di climatizzazione e il ripensamento degli spazi interni. Nonostante il risultato finale sia stato soddisfacente,CasaClima R Classe A , il cliente, per i motivi di cui sopra ha dovuto rinunciare ad alcuni lavori e accettare compromessi dovuti alla costituzione dell’edificio, oltre alla mole di lavoro progettuale e cantieristico che ne è seguita.

Nel secondo caso, un progetto in fase di studio , il cliente ha optato per la demolzione e ricostruzione dell’edificio esistente, costruzione per certi versi simile alla precedente.

Le pareti della larghezza di 60 cm, a parità di spessore con la soluzione precedente, contengono ben 30 di isolamento contro i 18 cm di prima e l’installazione di finestre certificate Passivhaus di dimensioni più grandi rendono gli ambienti interni luminosi e garantiscono un benessere termico ottimale in qualsiasi periodo dell’anno. La struttura completamente in legno soddisfa in pieno i severi requisiti antisismici  e di sostenibilità , gli spazi interni sono stati ottimizzati al punto che si sono ricavate due comode unità immobiliari, oltre al fatto di aver perseguito lo standard Passivhaus, il massimo risultato dal punto di vista energetico.

Il contenimento delle emissioni diventerà un punto focale nella progettazione degli edifici da ora in avanti.

Dobbiamo costruirli ora secondo uno standard che sarà accettabile tra 30 anni perché l'edificio sarà ancora in circolazione. Farlo in una ristrutturazione è davvero costoso e impegnativo.

Si continua a dire: "Bisogna recuperare l’esistente", ma se vogliamo un mondo a emissioni zero, insieme a una maggiore densità e alloggi a prezzi accessibili, dovremo poter rinunciare agli edifici a cui siamo legati per una questione affettiva o altre scuse simili che vengono spesso utilizzate per impedire la loro ricostruzione in maniera efficiente .

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