Contrastare il coronavirus con la progettazione

  • Data
    08/04/2020
  • Categoria
    Progettazione

Mi è capitato di recente di imbattermi nella lettura di un articolo dell’architetto canadese Lloyd Alter sul portale Treehugger in merito a come potrebbero essere ripensati gli edifici in questo periodo di emergenza sanitaria per contrastare il coronavirus e adattarsi ai nuovi comportamenti da adottare.Per tanto ecco la mia rivisitazione.

Adesso che stiamo entrando nel periodo della così detta “Fase 2” saremo chiamati ad attraversare un periodo ancora più difficile rispetto a quello che sta per concludersi.

Infatti per ripresa delle attività lavorative e ad una parvenza di normalità, dovremo prestare molta attenzione ad attenerci a alle prescrizioni e a quei atteggiamenti necessari per confinare il più possibile i contagi e ricadere in una nuova “Fase 1”.

La progettazione degli edifici potrebbe aiutarci a favorirne l’adozione vediamo come. 

1. Bussola di ingresso

Nelle abitazioni e anche negli appartamenti, si potrebbe inserire una bussola con relativo armadio per togliersi gli indumenti e le scarpe senza entrare in casa.Sappiamo che la permanenza del virus sugli indumenti è di qualche qualche ora e confinando in un piccolo spazio gli agenti esterni la loro sanificazione risulterebbe più pratica, risolvendo anche il problema delle consegne dei pacchi o, in un eventuale periodo di quarantena, degli approvvigionamenti senza dover entrare in contatto con altre persone. Utilissimo potrebbe essere inserirvi un dispenser con il disinfettante ,

2. Posizionare la lavanderia accanto al garage

Questo accorgimento è spesso utilizzato, ma di questi tempi, come la bussola , servirebbe come locale filtro per chi entra in casa, permettendo di confinare l’abbigliamento e di disinfettarsi prima di accedere alla propria abitazione.

3. Cucina chiusa

Molti architetti storceranno il naso ma, come prevedono già normative di ATS per i locali di ristorazione, mantenere lo spazio dedicato alla lavorazione dal cibo separato rispetto agli altri ambienti preserva da eventuali contaminazioni. Specialmente quando tutte le scuole sono chiuse: bambini al tavolo della cucina che cercano di fare i compiti, papà in giro, mamma che cerca di fare qualcosa. Sarebbe meglio che nessuno oltre a chi cucina resti in giro dove c'è tutto il cibo, lasciando la loro roba dappertutto e toccando tutto.

Piuttosto che spazio sociale della casa andrebbe pensato come uno spazio funzionale, in cui alcune azioni vitali per la salute e il benessere della famiglia devono essere eseguite nel modo più rapido ed efficiente possibile. Da non scordare inoltre che ,come i clienti di un locale di ristorazione non dovrebbero accedere alle cucine, così anche gli ospiti in casa sarebbe preferibile che non frequentino questo locale.

4. Prevedere un impianto di ventilazione meccanica

Se mai ci fosse mai stato bisogno di una buona ventilazione controllata nelle nostre case, ora che ci troviamo costretti a passare la giornata reclusi in case diventa un obbligo. Nella maggior parte degli edifici esistenti il ricambio passa attraverso finestre o perdite nel muro, ma basta aver sostiutito i serramenti con quelli di ultima generazione che ci troviamo problemi di umidità elevati dovuti alla scarsa areazione dei locali.

Non è più solo una questione di risparmio energetico, è una questione di salute. Gli edifici hanno bisogno di un sistema adeguato, progettato per fornire aria fresca. Serve però anche una corretta manutenzione di questo impianto con la regolare pulizia dei filtri e la loro sostizione, altrimenti si richierebbe di vanificare l’efficacia della soluzione. Soprattutto con il Coronavirus presente , dove le particelle potrebbero ristagnare dei filtri e nello scambiatore.

5. Diventiamo minimalisti

Tra le regole per prevenire il COVID 19 è prevista una frequente igenizzazione dei locali.

Le nostre abitazioni, soprattutto quelle delle persone anziane, sono caratterizzate da una moltitudine di oggetti tra cui souvenir e mobilia assortita. Questi arredi e suppellettili sono un nido per polvere e sono soprattutto di ostacolo alla pulizia degli ambienti.

Promuovere arredi minimalisti all’interno delle abitazioni e rinunciare a oggettica superflua eviterebbe questi problemi e agevolare le frequenti operazioni di pulizia e sanificazione dei locali.

Concludendo questo articolo non ha nessuna pretesa, vuole essere solo uno spunto di riflessione non esaustivo per come poter dare il contributo anche da parte di noi progettisti alla lotta contro il COVID 19. L’augurio è che i tempi per debellare il mondo da questo virus siano più rapidi possibili e che il costo di vite umane non sia troppo alto.